Fisco, metà delle imprese italiane in perdita
Secondo i dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia sulle dichiarazioni dei redditi 2008, quasi la metà delle società di capitali ha dichiarato al Fisco di essere in perdita: più precisamente, 419mila contro le circa 520mila società in attivo.
Analizzando i dati dichiarati entro aprile 2009, il 14,10% dei contribuenti risulta titolare di partita IVA, di cui il 9,71% persone fisiche.
Le società di capitali hanno subito una crescita del 2,9% nel Paese, arrivando a sfiorare il milione di unità. Di queste, il 20% risiede in Lombardia, prima nella classifica dei redditi (con 22.460 euro) mentre in ultima posizione troviamo la Calabria (13.410 euro).
Le società di persone nelle dichiarazioni 2008 erano invece 1.034.819, con maggiore presenza nel Nord. Gli Italiani vivono soprattutto (78% dei casi) di lavoro dipendente o di pensione, il 5,4% ha redditi provenienti dalle partecipazioni e da lavoro autonomo (4,2%), mentre un altro 5% del reddito imponibile proviene dai guadagni dichiarati dalle imprese.
I guadagni si aggirano mediamente intorno ai 19mila euro per i dipendenti, ai 37mila euro per gli autonomi e ai 13mila euro per i pensionati.
La crescita del reddito rispetto all'anno precedente (2007) è stata del +1% per i lavoratori dipendenti, +2% per gli autonomi, +3% per i pensionati e +5% per le imprese.
Microsot office 2010, svelate le novità
In occasione della Worldwide Partner Conference 2009, Microsoft ha svelato le caratteristiche della versione 2010 di Office tra le quali spicca la presenza di una versione della suite accessibile via Web, gratuitamente a chi dispone di un account Windows Live, ma con la presenza di pubblicità.
Office 2010: Microsoft sfida Google sulle web application
Le aziende che acquisteranno le volume license della suite, potranno utilizzare liberamente in rete locale la versione online della suite: si tratta di versioni light di Excel, OneNote, PowerPoint e Word in grado comunque di leggere e conservare la formattazione dei documenti creati con la versione offline e compatibile sia con Internet Explorer e Windows ma anche con gli altri browser e gli altri sistemi operativi.
La versione standalone di Office 2010 presenta aggiornamenti significativi rispetto a Office 2007, come la possibilità di inserire la firma di più utenti in un documento OneNote, PowerPoint o Word, o la gestione migliorata delle email e la presenza del calendario in Outlook, o ancora la funzione di editing di base delle immagini e dei video presente ora in PowerPoint.
Office 2010 e Office Web arriveranno sul mercato intorno alla prima metà del prossimo anno.
E' in arrivo windows 7 ma il 60% delle imprese non migrerà
Microsoft si appresta a lanciare Windows 7 ma quasi il 60% delle imprese intervistate da Scriptlogic dichiara che non passerà alla nuova versione: il 42,7% per problemi di budget, il 39,1% per paura di incompatibilità.
L'attuale stretta economica porta gli imprenditori a investimenti più prudenti e a limitare i rischi potenziali di un upgrade o un cambio di piattaforma: il 39.1% teme infatti problemi di compatibilità con gli attuali software in uso, già sperimentate con Vista.
Più nello specifico, sono sei aziende su dieci (59.3%) a dichiarare di non avere affatto in programma di passare a Windows 7, mentre il 34% intende farlo entro il 2010.
Solo il 5.4% si dichiara intenzionato a effettuare l'aggiornamento entro fine anno e l'1.4% di aver già sperimentato Windows 7.
Made in italy - nuove strategie contro la crisi
La crisi sembra non spaventare le aziende del made in Italy che nel 74% dei casi decidono di consolidare e sviluppare le loro attività all'estero, grazie a innovative modalità di business.
Il dato è emerso dall'indagine sul Made in Italy all'estero condotta da Assocamerestero e Unioncamere e presentata a Caserta durante il X Meeting dei Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all'Estero (CCIE).
Il 74% degli intervistati ha indicato il consolidamento delle attività (44%) e lo sviluppo (30%) come le principali risposte alla crisi dei mercati adottate dagli imprenditori italiani nel primo semestre del 2009; solo il 26% delle imprese indica una riduzione della presenza all'interno dei mercati esteri.
Secondo quanto affermato dal presidente di Assocamerestero Edoardo Pollastri, l'imprenditoria italiana avrebbe saputo rispondere alla crisi meglio di molti altri Paesi, mostrandosi capace di scegliere i mercati e i prodotti più promettenti.
Le imprese italiane si sono mostrate capaci di mantenere la loro posizione all'interno dei mercati esteri grazie a modalità di presentazione innovative, come ad esempio investimenti in catene distributive e servizi post-vendita al cliente o partnership con soggetti locali.
Gli imprenditori indicano ad ogni modo la necessità di garantire maggiori flussi di credito alle imprese, il miglioramento della rete distributiva sui mercati internazionali e la tutela dei marchi.
Nuovo fondo per la capitalizzazione delle imprese
Emma Maregaglia, presidente di Confindustria, ha rivelato la volontà di Confindustria di proporre a breve un fondo di investimento volto a supportare la capitalizzazione delle imprese con soldi pubblici e privati.
I dettagli del progetto che dovrebbe chiamarsi Fondo Italia in realtà non sono ancora stati del tutto svelati. Il fondo dovrebbe però offrire agli investitori una remunerazione garantita da emissioni di titoli, con l'obiettivo di ripatrimonializzare le imprese italiane per 50-60 miliardi di euro.
Il tutto, reso possibile da una governance privata per evitare conflitti politici, dalla presenza di soldi pubblici e privati, da un sistema bancario con logica da Maxi-Fondo Equity e dal capitale pubblico CDP (Cassa Depositi e Prestiti) esterno al recinto di bilancio che fa testo per il deficit europeo.
Il progetto nasce dalla constatazione delle necessità delle imprese di far fronte alle strette al credito messe in atto dal sistema bancario. In attesa di vedere che effetti avranno Basilea 2 e i principi contabili per ridurre gli effetti della prociclicità, che attraverso i requisiti di capitale aggravano le restrizioni creditizie, è necessario evitare che le aziende continuino a "morire" a causa della stretta creditizia.
Finanziamenti fino a 5 milioni di euro per le pmi
Un plafond da 5 miliardi di euro per beneficiare di finanziamenti fino a 5 milioni di euro per le Pmi italiane. E' il risultato dell'accordo siglato dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, e il vicepresidente di Confindustria e presidente della piccola Industria, Giuseppe Morandini.
Lo strumento permetterà di mantenere costante l'erogazione di credito alle imprese, seguendo due canali di rafforzamento patrimoniale: da un lato saranno realizzati interventi sulla liquidità diretta delle Pmi, con un sostegno al capitale attraverso mutui e leasing annuali; dall'altro si prevedono finanziamenti a medio e lungo termine per determinare un vero e proprio rafforzamento del patrimonio economico delle imprese.