Notizie dal mondo IT - Agosto 2009

Agosto 2009

Il Green It aiuta la crisi: in arrivo 31mila nuovi posti di lavoro

La crisi economica ha determinato forti tagli al personale, incrementando il tasso di disoccupazione ed evidenziando un uso sconsiderato della flessibilità lavorativa. La disoccupazione continua a crescere, ma con minore insistenza e i mercati europei mostrano i primi segni di un'inversione di tendenza.

Sono stati 125 mila i posti di lavoro a rischio tra aprile e giugno, 100 mila in meno del periodo di riferimento precedente (220 mila).

Un'importante nota positiva proviene dal Green IT stimolato da una maggiore sensibilità al rispetto ambientale ed una più efficacie attenzione nei confronti del consumo energetico.

Questi i dati emergono dal nuovo rapporto dell'European Restructuring Monitor, che nello specifico ha studiato le imprese europee nelle loro opere di assunzioni, ristrutturazione, tagli e fallimenti.

In tutto il territorio europeo la nazione con la differenza più significativa è il Regno Unito che passa dai 63 mila posti di lavoro in meno previsti ai 23 mila circa. A seguire la Polonia che dai 39 mila scende agli 11 mila e l'Italia che dimezza la sua quota da 10.799 a 5.256.

Nella classifica delle imprese che si distinguono per creazione di posti di lavoro vanno sicuramente citate la francesce Véolia Environnement, impresa di riciclaggio, che assumerà fino a 9 mila persone e l'irlandese Eceltricity Supply Board con 3 mila e 700 nuovi posizioni per il settore dell'energia rinnovabile.

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Agosto 2009

Software: nel 2010 crescita dei budget

L'ultimo report rilasciato da Gartner parla di una ripresa degli investimenti delle aziende nel software: stando allo studio della società di ricerca i budget aziendali saliranno nel 2010 dell'1.53%.

Un piccolo incremento che deve essere interpretato non tanto come una crescita ma come una conferma degli stanziamenti per il 2008.

La prudenza delle aziende europee è confermata dal fatto che solo il 25% di esse si aspetta di aumentare il budget IT, contro il 30% delle imprese dell'Asia-Pacifico e il 28% di quelle del Nord America, che però è l'unica zona in cui anche nel 2010 il budget per il software diminuirà (-2,06%). In realtà, il dato di crescita mondiale nasce soprattutto dagli investimenti in software previsti in America Latina (+2,5%) e soprattutto in Asia-Pacifico (+4,3%).

Gartner sottolinea che, al di là del diverso grado di maturità dei vari continenti, il segnale è da interpretare come quello di una ripresa della spesa in software e che i fornitori devono quindi essere pronti a supportare i clienti fin dalle fasi in cui questi decidono di tagliare i costi e dove investire le risorse.

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Agosto 2009

L'industria IT italiana è al secondo posto in Europa ma con margini molto bassi

La posizione in classifica è data dal numero di imprese (97mila) dopo la Gran Bretagna e siamo terzi dopo UK e Germania per numero di addetti (390mila). Se però si vanno ad analizzare altri indici economici come le dimensioni, i margini di profitto e della bilancia commerciale allora l'Italia appare come uno dei Paesi meno sviluppati e competitivi.

Il 94% delle imprese IT nostrane ha meno di 50 addetti, ha margini operativi ridotti e il saldo dell'import/export è negativo per 5,1 miliardi di euro e in costante calo dal 2005.

I dati sono divulgati da Assinform e Camera di Commercio di Milano sull'industria IT italiana a confronto sia con altri settori del 'made in Italy' sia con quelle analoghe europee.

Con un valore aggiunto pari al 2,8% dell'intero PIL del settore industria e servizi nazionale, l'industria IT italiana ha un peso maggiore rispetto a settori come l'auto, la chimica, l'industria del legno e dei mobili, degli elettrodomestici, il tessile e la moda, l'editoria e il trasporto aereo. Ma in un settore così esposto alla globalizzazione e sottoposto alla pressione costante del rapido cambiamento tecnologico, le dimensioni ridotte costituiscono un limite allo sviluppo, come conferma il basso margine operativo lordo, che comporta una capacità ridotta da parte delle imprese IT italiane a investire in innovazione e internazionalizzazione.

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Agosto 2009

L'italiana Olidata acquisita da Acer Europe?

Acer ha reso nota l'intenzione di acquisire il 29,9% dell'italiana Olidata. Il contratto definitivo sarà stipulato entro il 12 agosto, previa autorizzazione del Garante della Concorrenza. Il valore dell'operazione è di 2,541 milioni di euro.

Il nome di Olidata, protagonista indiscusso della storia di informatica italiana, si aggiunge così al ricco portafoglio del colosso taiwanese, che già ha assorbito marchi come Gateway e Packard Bell.

Chiara la strategia di Acer: acquisire realtà forti localmente per puntare oltre che sulle risorse produttive anche su canali di vendita consolidati in modo da rafforzare la propria penetrazione nei tessuti industriali locali e togliere risorse ai concorrenti.

Il Gruppo Acer, uno dei rari big del mondo dei computer a vantare un management di impronta italiana, a cominciare dal presidente e CEO Gianfranco Lanci, impiega oggi più di 6.000 risorse in tutto il mondo, con un giro d'affari che nel 2008 è stato pari a 16,65 miliardi di dollari. E' al terzo posto nel mondo per vendite di pc (al secondo per consegne di notebook), mentre è al primo posto in Italia.

Olidata ha recentemente completato il piano di ristrutturazione annunciato a luglio del 2008, che ha portato al risparmio di quasi 2 milioni di euro con l'uscita di circa 80 dipendenti, prevalentemente delle attività di produzione e assistenza post-vendita, l'ottimizzazione delle procedure interne e del sistema informativo, e lo spostamento delle attività produttive nel Far East. Ultimamente ha spostato la focalizzazione della sua produzione sul versante dei portatili.

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Agosto 2009

WINDOWS 7 non uscirà senza Explorer: Microsoft ci ripensa

Il nuovo sistema operativo avrà il browser incorporato in tutto il mondo, ma in Europa una schermata iniziale permetterà di disabilitarlo scegliendo uno dei concorrenti.

Il 22 ottobre Microsoft inizierà a vendere in tutto il mondo la stessa versione di Windows 7 con Internet Explorer, con la sola aggiunta per l'Europa del 'ballot screen', una schermata iniziale permetterà di disabilitarlo scegliendo uno dei concorrenti.

Come si ricorderà, Microsoft aveva prospettato la possibilità di una versione del suo nuovo sistema operativo senza nessun browser lo scorso giugno, per andare incontro ai timori di un provvedimento antitrust della Commissione Europea che lo scorso gennaio, aveva dichiarato che Microsoft sta distorcendo la competizione nel mercato dei browser, in quanto integra Internet Explorer dentro Windows che è il sistema operativo dominante nel mercato pc.

Microsoft tuttavia ha deciso di cancellare il piano 'Windows 7E': l'unico piano per l'Europa resta quello con il 'ballot screen'. La decisione è stata annunciata su un blog di Microsoft da un vice president della società, Dave Heiner.

Un'unica versione in tutto il mondo infatti, ammette lo stesso Heiner, favorirà l'adozione delle multinazionali, che avrebbero potuto essere preoccupate dal dover implementare versioni diverse in Paesi diversi. Tra i vari problemi 'pratici' di Windows 7E c'era infatti quello di impedire l'upgrade automatico da XP o Vista, imponendo invece un macchinoso processo detto 'clean install'.

Microsoft inoltre potrà applicare in tutto il mondo il semplice schema del doppio prezzo (minore per l'edizione 'upgrade' e pieno per l'edizione 'full'), mentre prima non poteva vendere la versione upgrade in Europa, problema che aveva temporaneamente risolto nella pre-vendita (già iniziata il 15 luglio scorso) offrendo la versione 'full' al prezzo 'upgrade'.

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